Archivio fotografico
Garfagnana, Miniere di ferro
Garfagnana, Tana che urla
Scandiano, Affioramenti gessosi
Regnano, Salse bituminose
Valle Re, Fontanili
Equi Terme, Buca d'Equi
 

 


Osservazioni geologiche
Sez. 3 - Affioramenti gessosi

Didascalie a cura di Francesco Luzzini, con la collaborazione di Stefano Meloni e Oscar Poli
Fotografie di Stefano Meloni

A. Vallisneri, Raccolta di varie Osservazioni, Spettanti all’Istoria Medica, e Naturale dal Signor Antonio Vallisneri, Pubblico Professore Primario dell’Università di Padova, Medico di S. M. C. C. Socio dell’Accademia Reale di Londra ec. scritte agli Eruditi, o dagli Eruditi a Lui: con varie Annotazioni, e Giunte, compilata da Gio. Jacopo Danielli, Medico, e Filosofo di Padova, e consacrata all’Illustrissimo Signor Conte Jacopo Riccati, Venezia, Per Domenico Lovisa, 1728, p. 125.

«Fatta svaporare l’acqua dagli amari, che sono sotto il castello, detto del Gesso, per essere fatto tutto quel monte di strati, e vene di gesso, e di terra, lasciarono una posatura veramente di materia gessosa, che guardata col microscopio, mostrava molte particelle lucide, come talco, ch’egli prese per piccole porzioncelle di gesso, o di pietra specolare, della quale pure quel monte ne abbonda, e che non è, che una specie di gesso più puro».

Ivi, p. 138.

«Abbondantissime miniere di gesso di perfettissima condizione sono ne’ monti sopra Scandiano, vivendo molti abitatori di quelli col preparare il medesimo, calcinandolo in fornelli, nello spazio solo di 24 ore di fuoco. Ve n’è di varie sorte, uno più facile alla cottura, e più perfetto dell’altro, essendo l’ultimo chiamato cagnino d’inferior condizione. Ha il perfetto tanta forza, che nel fare i pavimenti con solo il medesimo, se non si lascia un considerabile spazio vicino a’ laterali muri della camera, con tal empito, e forza si dilata, che gli apre, e sluoga, e rovina le fabbriche. Subito sciolto con l’acqua è necessario adoprarlo, altrimenti presto s’indura, e se di nuovo si scioglie con acqua, più non si rappiglia, né si rassoda: lo che non accade alla calcina, del qual curioso fenomeno vorrebbe, che se ne facesse diligente disamina, e la ragione si rendesse».

 
Affioramento gessoso
Uno degli affioramenti gessosi osservabili sul Monte Gesso. Il gesso, un solfato idrato di calcio (formula chimica CaSO4·2H2O), è un minerale che si forma tipicamente in seguito a processi evaporitici. I depositi gessosi della zona considerata risalgono alla crisi salina del Messiniano, verificatasi alla fine del Miocene (tra 6,5 e 4,8 milioni di anni fa). In questo periodo si realizzò una temporanea chiusura dello Stretto di Gibilterra, che dunque trasformò l’intero mare Mediterraneo in un immenso lago. L’intensa evaporazione delle acque del bacino determinò la conseguente formazione di spessi strati di sedimenti evaporitici: la cosiddetta Formazione Gessoso-solfifera, i cui affioramenti sono ancora oggi visibili lungo il margine appenninico da Reggio Emilia fino al confine tra la Romagna e le Marche. Successivamente, nel passaggio da ambienti marini profondi a costieri verificatosi tra Pliocene e Pleistocene, ebbe luogo la deposizione di sedimenti sabbiosi e argillosi ricchi di fossili, che ancora oggi affiorano lungo tutto il margine appenninico.
Le vene di zolfo elementare si formano in genere per effetto dell’azione biochimica batterica, in seguito alla quale il gesso viene ridotto ad acido solfidrico (H2S) e, in seguito, ossidato a zolfo (foto Meloni).
 
Particolare di affioramento gessoso
Particolare di un affioramento gessoso del Monte Gesso. Come si può osservare, sono presenti forme macrocristalline lenticolari anche di grandi dimensioni (foto Meloni).